Archive for the ‘anni 80’ Tag

Il ritorno di Mystery Man

Al bar Beppe prosegue la discussione lanciata dal Mecio sull’utilità di Internet, cioè sul fatto che sia una cosa furba o meno pagare i 29 euro al mese alla ditta del Wireless (che non va come la fibra ma meglio di niente) oppure se sia meglio tenersi i soldi e magari investirli in una scorpacciata di lupini alla fiera. Io non ci ho ancora le idee ben chiare e quindi mi pronuncerò nelle prossime puntate.Intanto però penso che se non ci era Youtube me lo potevo anche scordare di risentire Mystery Man, la mitica canzone di Clive Stevens degli anni 80. Internet batte i lupini uno a zero.

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Viva la fibra!

E finalmente è arrivata la fibra! In realtà non è proprio una fibra e neanche una ADSL. Si tratta di un collegamento senza fili che mi hanno spiegato come funziona ma ci ho capito poco. Quello che ho capito è che il segnale fa più giri della trottola. Comunque funzia bene e adesso mi posso sfogare. Tanto per iniziare ho trovato questa interpretazione di Ti Sento dei Matia Bazar che è spettacolare. La musica è in playback ma la voce è dal vivo. Che per gli anni 80 è già tanta roba. Provate a sentirla, fino in fondo. E viva la fibra, e anche il wireless.

I problemi dei bloggers

Ora che sono un blogger a tutti gli effetti, mi rendo conto che bloggare comporta diversi problemi. Uno su tutti la gestione del tempo tra famiglia e blog. Ieri sera ero al compiuter e a un certo punto la Giovanna mi ha aggerdito verbalmente rimproverandomi di stare sempre lì e di trascurarla. La Giovanna è gelosa. Ma è una gelosia strana. Difatti non è gelosa solo delle donne ma anche delle cose. Se dedico del tempo ad una cosa lei si ingelosisce. Difatti mi ha detto “Belin, ma adesso sei sempre al compiuter!”. Allora io ho cercato di spiegare e le ho detto: “O Giovi, vedi che adesso sono un blogger e bisogna che ci dedico un po’ di tempo a questa attività”. E lei allora mi ha detto: “Te ce ne hai sempre una nuova per evitarmi. Prima il sacsofono, poi i motorini degli anni 80, adesso i blog!”. Così io ho replicato: “Perchè, cosa c’è che non va con il mio Ciao? Che fastidio ti dà? Comunque io non è che sono un vagabondo. Sto sempre nel negozio dei formaggi e quando non lavoro ci avrò pur diritto ai miei hobbis, o no?”. A questo punto la Giovanna ha giocato il jolly e mi ha detto: “Te farai la fine di Gaetano, anche Gaetano stava sempre al compiuter!”. Gaetano è uno che tanti anni fa passava le notti al compiuter e allora non c’era nemmeno Internet. Poi la moglie lo ha lasciato e si è rifatta una vita. Lui no, è rimasto da solo ed è tornato nella sua città che è Milano, a dispetto del nome. Comunque, memore della sorte di Gaetano, ho spento il compiuter e sono andato a fare la pace con la Giovanna. Ma quella del blogger è proprio una vitaccia.